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giovedì 7 maggio 2009

Che si mangia?

Stavo pensando che forse dovrei smettere di mangiare una ciotola di insalata russa per pranzo, che comunque mi fa ingrassare meno che la pizza della panettiera. Che poi non mi sembra una cosa così malsana, alla fine son verdurine, tonno e un cucchiaio di maionese no? mah

sabato 18 aprile 2009

E' proprio vero che tira più che un carro di buoi

E' incredibile
sono sei mesi che non scrivo nulla
che mi ero quasi dimenticata di avere aperto un blog
per curiosità vado a vedere le statische
e scopro che tutti i giorni c'è gente che passa di qui
solo per Lei
la Signora

giovedì 23 ottobre 2008

Polpstory


Alla piccola Polpy piaceva tanto tanto cantare.
All'età di tre anni passava i pomeriggi davanti alla tv per cantare le sigle dei cartoni animati.
Ogni tanto la mamma le diceva "Ora basta cantare" ma lei continuava.
Quando scoprì lo Zecchino d'Oro ne imparò a memoria tutte le canzoni, iniziò a collezionare i dischi delle varie edizioni e implorava la sua mamma di iscriverla al concorso.
La mamma però le diceva "ma no, piccola Polpy, è meglio lasciar stare".
Al primo anno di catechismo la piccola Polpy volle entrare nel coro della chiesa.
Il primo giorno di prove lei era la più piccola tra una cinquantina di altri bambini che non aveva mai conosciuto prima.
La suora fece una piccola prova di ammissione ai bambini nuovi di quel giorno.
Quando toccò alla piccola Polpy, lei era molto emozionata ed intimidita, avrà avuto non più di 5 anni, la suora le disse "segui le note fai laaaaaaaaaa" la piccola Polpy subito "laaaaaaaaa" la suora un po' turbata "riprova... laaaaaaa" e lei "laaaaaaaa".
A quel punto la suora disse "va bene, se vuoi puoi restare... però muovi solo le labbra, non cantare, NON cantare"
Di quello che successe dopo, la piccola Polpy non ricordò più niente, se non l'umiliazione subita davanti a tutti quei bambini sconosciuti, e un piccolo odio per quella suora...
La piccola Polpy smise di andare alle prove del coro.
Continuò per un po' a cantare le sigle dei cartoni animati ma sempre più sottovoce.
Un giorno smise del tutto di cantare, per sempre.

lunedì 30 giugno 2008

Essenza dell'Architettura

L'Architettura è un'arte d'imitazione al pari di tutte le altre belle arti. Il solo divario è, che alcune di loro hanno un modello naturale, su cui possono formare un sistema d'imitazione.
Manca tal modello all'Architettura: ma ella ne ha un altro sostituitole dalla industria naturale degli uomini in costruire le loro prime abitazioni. La rozza capanna è l'Architettura naturale, e il modello della bellezza dell'Architettura civile.
Or se l'Architettura è un'arte d'imitazione, la sua bellezza consisterà, come quella di tutte le altre belle Arti, nell'imitare la bella Natura, cioè nell'imitare per nostro utile e diletto una scelta di parti naturali perfette, componenti un tutto perfetto, il quale naturalmente non si dà. La Natura non forma mai un tutto perfetto, almeno secondo la nostra maniera di pensare; ma ha sparse in qua e in là produzioni perfette, che l'uomo di gusto e di genio dopo molte osservazioni sceglie e combina più convenientemente al suo soggetto, e ne forma un tutto compito, che è quel, che si chiama la Bella natura.
Se il fabbricare è uno de' più universali, e de' più antichi mestieri, e forse anteriore per la sua necessità a quello di dipingere e di scolpire, non siepe perciò, che l'Architettura possa vantare una consimile data. La Pittura, e la Scultura sembrano di più facile miglioramento, non solo pel più facil maneggio de' colori, e della plastica, ma spezialmente per gli originali, che si propongono da imitare, e che la Natura presenta sempre e a tutti in ogni parte.
All'incontro l'Architettura prima di ridursi ad Architettura, secondo la nostra definizione, che per maggior chiarezza replichiamo, cioè ad arte e a scienza di fabbricare, ha dovuto stentare molto per difetto del modello naturale, che non ha. E per lo steso motivo ella è più esposta a decadenze e a rivoluzioni.
Ella ha bisogno d'un ragionamento continuato.
V'è cosa più astrusa? E perché la colonna ha da essere in que' rapporti?
Non ne veggo subito la ragione, e do in pertiche, o in torsi. Onde se il fabbricare è della più remota antichità, e d'una universalità la più estesa, il fabbricare con intelligenza, che è ciò che costituisce l'Architettura, è ristretto in angusti limiti di tempo e di luogo. Troppo angusti, e dovrebbero essere illimitati.
L'Architettura, come ogni altra bell' arte, è soggetta alle seguenti regole generali:

I. In tutte le sue produzioni deve regnar sempre un piacevole rapporto tra le parti e il tutto; il che è compreso sotto il nome di simmetria.

2. Deve regnarvi varietà, che tolga allo spettatore la noja; e unità che gli impedisca il disordine, e la confusione ; e questo è compreso dalla euritmia.

3. E' necessaria la convenienza, ossia il decoro, che faccia un giusto uso della simmetria, e della euritmia, e di quella relazione, che deve passare tra un edifizio e il suo destino, tra gli ornamenti
e la qualità della fabbrica, adattandole i più proprj, e i più confacenti alla sua magnificenza, mediocrità, o semplicità.

4. Se l'Architettura è figlia della necessità, tutto il suo bello deve comparir necessario, e fatto per il bisogno. In niuna arte di piacere deve mai scoprirsi l'artifizio; onde tutto quello, che si fa per mero ornamento è vizioso.

5. I principali ornamenti dell'Architettura sono i suoi ordini, i quali piuttosto che ornamenti sono realmente l'ossatura della fabbrica, e parti essenziali di essa. Si possono perciò gli ordini definire
ornati necessari prodotti dalla natura stessa dell'edifizio. E tutti gli altri ornamenti dell'Architettura soggiacciono alla stessa legge.

6. Dunque in Architettura l'ornato deve risultare dal necessario: niente ha da vedersi mai in una fàbbrica, che non abbia il suo proprio uffizio, e che non sia integrante della fabbrica stessa; onde
quanto è in rappresentazione, deve essere sempre in funzione.

7. Dunque non bisogna mai far cosa, di cuì non si possano rendere buone ragioni.

8. Le ragioni debbono dedursi dalla origine, e dall'analisi di quella primitiva Architettura naturale, dalla capanna, la quale ha prodotta la bella arte d'imitazione, l'Architettura civile.
Quella è la norma direttrice degli Artisti nelle loro opere, e degl'intendenti nell'esame di esse. Tutto ha da esser fondato sul vero, o sul versimile. Quello, che non può sussistere veramente, e in realtà, non può approvarsi, ancorchè fatto per apparenza.

9. Gli esempj e le autorità, di qualunque strepitoso genere sieno, non imporranno mai a chi vuole essere ragionevole.

Questi principj sono tutti positivi, costanti, generali, perché appartengono alla natura stessa della cosa, e al buon senso, e costituiscono presi insieme la vera ed essenzial bellezza dell'Architettura.
Ma se si perdon di mira, addio Architettura: ella non è più scienza, non è più arte; divien moda, capriccio, delirio.

Tratto da:
Memorie degli Architetti antichi e moderni, Francesco Milizia, Parma, dalla Stamperia Reale 1781

giovedì 12 giugno 2008

Ricerce su google

Volevo solo rendervi partecipi del fatto che in questa settimana le persone che sono capitate qui cercavano:
- Suv piccolo pene
- Furgoni vetri coperti
- Tragico incidente
- Comunicazioni unilaterali

Io lo so che sono persone diverse (quelli che han fatto queste ricerche), che non si conoscono e che i fatti non sono correlati...
però sembrerebbe.


giovedì 8 maggio 2008

videogiochi


Se la sera giochi a Mr. Driller poi fai i sogni a incastro
il tutto dona comunque una sensazione di ordine al risveglio

venerdì 2 maggio 2008

chat

- xxxxx scrive: che avete fatto per il 1 maggio?

- xxx scrive: nulla
- xxx scrive: niente
- xxx scrive: nisba
- xxx scrive: nada
- xxx scrive: rien

- xxxxx scrive: figo, e in quanti bisogna essere?

- xxx scrive: due italiani, un tarro, uno spagnolo e un francese

martedì 1 aprile 2008

Olezzo

Oggi l'aria è fresca ma odora di immondizia.

venerdì 21 marzo 2008

Pole Position


Quando mi vedono, femmina, in una macchinetta scarcassata, gli altri automobilisti vogliono sempre superarmi. Loro non sanno che, quando torno a casa, nel traffico, dopo una giornata di lavoro, accompagnando l'autoradio sintonizzata su Radio Italia (così sento le canzoni che posso cantare), il mio unico scopo è quello di arrivare per prima alla linea dello stop, al semaforo, per poi stracciarli alla partenza. Loro, ignari, mi guardano, femmina cantante, macchinina, ed assumono quell'espressione di "ora la supero e mi infilo sennò questa mi si pianta davanti" o comunque, questa è la mia interpretazione , che mi spinge alla sfida. Così aspetto il verde dando qualche sgasata e appena scatta, parto, tiro bene le marce e distanzio tutti gli altri, certo poi mi superano sulla distanza (ho comunque una macchinina) ma la partenza è mia. Perchè c'è quella parte tarra dentro di me, quella che non mi fa cambiare la marmitta bucata perchè fa un gran bel rumore, quella che se avesse tanti soldi personalizzerebbe l'auto con vari gadget, un karaoke e i sedili di peluches. Per fortuna c'è anche una parte fricchetta dentro di me che evita alla tarra di manifestarsi in toto. Non che il connubio sia confortante.


giovedì 13 marzo 2008

Autocontrollo

Mi sono auto-imposta di non leggere nessun altro libro, per diletto, fino a che non avrò finito di leggere quello, per dovere, della storia del paesello su cui sto facendo la tesi.
La decisione è stata presa venerdì scorso.
Ad oggi, del libro del paesello, ho letto circa 50 pagine, che non è nemmeno un ottavo del totale.
Il libro del paesello, sarebbe anche interessante sotto certi punti di vista, ma di un noioso che va giusto bene per conciliare il sonno, e infatti questa settimana ho dormito molto meglio del solito. Il fatto è che avrei tanti altri bei libri da leggere, ma la mia auto-imposizione me lo impedisce. Sono così giunta ad uno stallo, il libro del dovere non ce la faccio a finirlo, il libro del piacere non lo posso iniziare, il risultato è che da una settimana non leggo niente, il che non era contemplato nella auto-imposizione. Soluzioni?

mercoledì 20 febbraio 2008

Il postino

Questo citofono è odioso
fa un suono gracchiante
e forte
così forte
che il gatto salta dallo spavento
ogni volta
e pure io mi spavento
ogni volta
E poi chi è?
Cosa vogliono?
L'unico essere che suona questo campanello
al mattino
è il postino
il postino che suona al mattino vuol dire solo una cosa
MULTA

Alleggerimenti

Ho alleggerito
Ho tolto un po' di cazzate
ora va meglio no?

mercoledì 13 febbraio 2008

Post a richiesta

Questo silenzio stampa, che mi si fa prontamente notare, è dovuto alla morìa di eventi... o meglio, gli eventi esterni di questi tempi sono davvero poco divertenti, per chi non vi partecipa, il problema è che partecipano solo politici e chiesa, si divertono tra loro. A noi lasciano S. Valentino, ma si vorrà mica fare un post su S. Valentino? Di S. Valentino ne abbiamo già abbastanza, tra le radio e le tv che ne parlano costantemente direi che possiamo sorvolare, che poi non c'è proprio nulla da dire in proposito. Qui in casa invece tutto scorre tranquillo, il gatto è sano e salvo, il fidanzato è stato risucchiato dall'xbox, io risucchiata dal lavoro... Però ora che ci penso una cosa ci sarebbe... domenica un branco di locuste è passata in non più di 15 minuti dal virtuale al reale, pura fantascienza, dalla tv al soggiorno/cucina/salotto, anche la tv è in soggiorno/cucina/salotto ma solitamente le locuste sono dento la tv che è dento il soggiorno/cucina/salotto, invece domenica erano proprio in soggiorno/cucina/salotto per di più con nuovi alleati, per fortuna venivano in pace.
Le locuste si sa cosa sono non c'è bisogno che lo spieghi...


sabato 9 febbraio 2008

Probabilità


A Torino vivono 905.209 persone
Nel laboratorio di progettazione di quella facoltà nel 1997 non c'erano più di 100 iscritti
All'hammam non entrano più di 10 persone a turno (in questo caso)
Un hammam offre il suo servizio dalle 10:00 alle 21:00 per 6 giorni all'anno tolti i giorni festivi
Un tour completo all'hammam può durare da 1 a 2 ore

Considerando che dal 1997 al 2008 la maggior parte delle persone che frequentavano il laboratorio di quella facoltà non si sono più riviste eccetto:
- A e B che hanno continuato a frequentarsi sporadicamente
- da n_1 a n_100 (tutti gli iscritti al corso) si sono tra loro incontrati fortuitamente o volontariamente dal 1997 al 2008 in diversi luoghi della città

A e B decidono un giorno X di un anno dal 1997 al 2008 di andare all'hammam Hx
nx = C decide un giorno X di un anno dal 1997 al 2008 di andare all'hammam Hx

A Torino ci sono 3 hammam:
H1 = economico
H2 = molto economico
H3 = molto molto costoso

A e B sanno che:
H1 il giorno X è aperto solo alle donne
H2 il giorno X è aperto solo agli uomini
H3 il giorno X è aperto a uomini e donne

A e B sono due donne e optano per H1
C è una donna accompagnata da un uomo (e sappiamo che solitamente frequenta H2)

A e B (giunte alla porta di H1) scoprono che:
H1 il giorno X era chiuso per ristrutturazione

A e B giungono alla ovvia ma combattuta conclusione che l'unica possibilità è H3 anche se molto molto costoso

A e B quel giorno X a quell'ora Y vanno all'hammam H3

Quante probabilità ci sono che A, B e C si incontrino quel giorno X dell'anno tra il 1997 e il 2008 all'ora Y quindi allo stesso turno del tour dell'hammam H3 in una città di 905.209 persone?

lunedì 4 febbraio 2008

Di domenica riposa(va) anche il telefono

Lunedì ha inizio, sveglia, caffè, accendo il telefono
Il telefono inizia a ricevere messaggi a raffica, uno, due, tre
la mia mente addormentata si chiede
Ma che diavolo è successo domenica
- ho perso un invito a consumare una buona ciccolata calda
- mi si annuncia la nascita di un pargolo
- un amico che non sento da mesi chiede come va
e io che facevo nel frattempo
mentre la gente esce, fa, dice, mette al mondo figli, chiede
io ho passato la domenica in un libro, anzi due
mi sembrava di aver vissuto
ma è stato solo nella mia testolina
non va bene devo riallacciarmi con il mondo
ma non oggi, oggi piove.

sabato 2 febbraio 2008

Mi diverto con poco

Le macchine sono stupide, dimostrazione:
evidenzia il testo sotto e clicca sul pulsante del Lettore

+...o...-...A...c...a...s...i...s...s...i...m...o

Non so che dire a me fa ridere

martedì 29 gennaio 2008

Focaccia della Befana 3

Oggi ho ricevuto un'altra Focaccia della Befana, è incredibile! E pensare che fino ad un mese fa nemmeno la conoscevo, tra l'altro della Vecchia ne ho ancora un piccolo rimasuglio nella dispensa, non che abbia intenzione di mangiarlo è che non ho ancora trovato la fava e penso sia in quel tozzo, perchè ci deve essere, tutti dicono che ci deve essere ed io la devo trovare. L'intenzione era di conservare il superstite fino a quando mi fosse venuta l'ispirazione per spappolarlo e trovare finalmente la mia fava. Questo è il momento, ora ho una Nuova Focaccia della Befana, in due in una dispensa con cui ancora non hanno confidenza non ce le metto.
Ora eliminerò la Vecchia per la Nuova.
Oltretutto la Nuova è molto più bella a vedersi, a parte il vassoio dorato su cui poggia, la Nuova è ricoperta sì dalla sua tipica granella di zucchero, ma questa è molto più fine e compatta rispetto a quei grezzi e sparpagliati granelloni della Vecchia, la Nuova ha anche una distesa di glassa che fa da colla ai piccoli granelli zuccherini, che eviteranno così di abbandonare le loro posizioni al primo contatto, dalla Nuova poi si vedono spuntare enormi uvette.
Quasi invoglia all'assaggio. Ma tanto anche la sua fine è segnata, finirà spappolata come la Vecchia per dare alla luce la mia fava.

lunedì 28 gennaio 2008

W.C.
























Niente meglio di questa foto può descrivere
la mia giornata

sabato 26 gennaio 2008

Sondaggio_2

Per chi vota "Un altro che qui non c'è"
sarebbe utile alla comunità sapere qual'è il vostro candidato ideale

potete indicarlo nei commenti di questo post

giovedì 24 gennaio 2008

Sondaggio_1

Comunque oggi è il decimo giorno
e in totale fanno 20 per adesso