giovedì 7 maggio 2009
Che si mangia?
Stavo pensando che forse dovrei smettere di mangiare una ciotola di insalata russa per pranzo, che comunque mi fa ingrassare meno che la pizza della panettiera. Che poi non mi sembra una cosa così malsana, alla fine son verdurine, tonno e un cucchiaio di maionese no? mah
mercoledì 6 maggio 2009
Trabucchi e piedi

I trabucchi sono una unità di misura usata fino a prima dell'entrata in vigore del sistema metrico decimale cioè fino al 1850 circa, bene, quindi tutti i disegni precedenti a questa data, sono disegnati in trabucchi, peccato che di trabuchi ce ne sono di tanti tipi, troppissimi tipi, in pratica in ogni provincia il trabucco è sempre un trabucco ma è diverso. C'è quello di Ivrea, c'è quello di Novara, c'è quello di Biella, per non parlare di quelli milanesi, che io dico, ma cribbio ma se lo chiamate uguale perchè poi deve avere misure diverse? Tipo, il trabucco piemontese misura 3,0825 metri quello novarese circa 2,91 metri e quello lombardo circa 2,6m. Considerando che un trabucco è diviso in 6 piedi questo significa che un piede piemontese misura circa 51,4 cm, quello novarese 47 e quello milanese 43. E qui mi chiedo, ma che piedi hanno misurato? Hanno fatto una media del piede della popolazione? Se fosse così è chiaro che più si va verso est più i piedi rimpiccioliscono, son cose che fan pensare, che io poi mi fisso con 'ste cose e la mia chiesa in trabucchi da trasformare in metri è ancora lì che aspetta che io risolva questa indagine antropologica. Perchè metti che l'architetto che è venuto a fare il rilievo nel 1750 era sì in provincia di Ivrea, perchè la chiesa in questione lo è, ma magari lui veniva da Novara? Che piede avrà usato? Il suo o il nostro? E son problemi, che poi il piede è ancora diviso in 12 once, le quali sono poi divise in 12 punti e poi ancora in 12 atomi... ma come cazzo l'han misurato l'atomo?
E poi uno non riesce a laurearsi!
E poi uno non riesce a laurearsi!
sabato 18 aprile 2009
E' proprio vero che tira più che un carro di buoi
E' incredibile
sono sei mesi che non scrivo nulla
che mi ero quasi dimenticata di avere aperto un blog
per curiosità vado a vedere le statische
e scopro che tutti i giorni c'è gente che passa di qui
solo per Lei
la Signora
sono sei mesi che non scrivo nulla
che mi ero quasi dimenticata di avere aperto un blog
per curiosità vado a vedere le statische
e scopro che tutti i giorni c'è gente che passa di qui
solo per Lei
la Signora
giovedì 23 ottobre 2008
Polpstory
Alla piccola Polpy piaceva tanto tanto cantare.
All'età di tre anni passava i pomeriggi davanti alla tv per cantare le sigle dei cartoni animati.
Ogni tanto la mamma le diceva "Ora basta cantare" ma lei continuava.
Quando scoprì lo Zecchino d'Oro ne imparò a memoria tutte le canzoni, iniziò a collezionare i dischi delle varie edizioni e implorava la sua mamma di iscriverla al concorso.
La mamma però le diceva "ma no, piccola Polpy, è meglio lasciar stare".
Al primo anno di catechismo la piccola Polpy volle entrare nel coro della chiesa.
Il primo giorno di prove lei era la più piccola tra una cinquantina di altri bambini che non aveva mai conosciuto prima.
La suora fece una piccola prova di ammissione ai bambini nuovi di quel giorno.
Quando toccò alla piccola Polpy, lei era molto emozionata ed intimidita, avrà avuto non più di 5 anni, la suora le disse "segui le note fai laaaaaaaaaa" la piccola Polpy subito "laaaaaaaaa" la suora un po' turbata "riprova... laaaaaaa" e lei "laaaaaaaa".
A quel punto la suora disse "va bene, se vuoi puoi restare... però muovi solo le labbra, non cantare, NON cantare"
Di quello che successe dopo, la piccola Polpy non ricordò più niente, se non l'umiliazione subita davanti a tutti quei bambini sconosciuti, e un piccolo odio per quella suora...
La piccola Polpy smise di andare alle prove del coro.
Continuò per un po' a cantare le sigle dei cartoni animati ma sempre più sottovoce.
Un giorno smise del tutto di cantare, per sempre.
lunedì 21 luglio 2008
La Signora

ore oo:35
- E' proprio brava la Balletto
- Si, lo dici tutte le volte
- Eh ma è brava, guarda come è brava
- Si è brava... legge le notizie
- Si ma vedi, guardala, sta lì al suo posto, dietro la scrivania e dice solo cose interessanti, si vede che ne capisce, che ne sa... è proprio brava
- Certo, la pagano per questo, legge le notizie...
- Non parla mai a sproposito, è sintetica e interessante, anche quando presenta le notizie degli sport di cui non ci frega niente, le ascolti lo stesso perchè è brava
- Si certo, la ascolti perchè è brava, certo
- Anche quando dice che la Juve ha perso, è brava lo stesso. Guarda che Signora!
lunedì 30 giugno 2008
Essenza dell'Architettura
L'Architettura è un'arte d'imitazione al pari di tutte le altre belle arti. Il solo divario è, che alcune di loro hanno un modello naturale, su cui possono formare un sistema d'imitazione.Manca tal modello all'Architettura: ma ella ne ha un altro sostituitole dalla industria naturale degli uomini in costruire le loro prime abitazioni. La rozza capanna è l'Architettura naturale, e il modello della bellezza dell'Architettura civile.
Or se l'Architettura è un'arte d'imitazione, la sua bellezza consisterà, come quella di tutte le altre belle Arti, nell'imitare la bella Natura, cioè nell'imitare per nostro utile e diletto una scelta di parti naturali perfette, componenti un tutto perfetto, il quale naturalmente non si dà. La Natura non forma mai un tutto perfetto, almeno secondo la nostra maniera di pensare; ma ha sparse in qua e in là produzioni perfette, che l'uomo di gusto e di genio dopo molte osservazioni sceglie e combina più convenientemente al suo soggetto, e ne forma un tutto compito, che è quel, che si chiama la Bella natura.
Se il fabbricare è uno de' più universali, e de' più antichi mestieri, e forse anteriore per la sua necessità a quello di dipingere e di scolpire, non siepe perciò, che l'Architettura possa vantare una consimile data. La Pittura, e la Scultura sembrano di più facile miglioramento, non solo pel più facil maneggio de' colori, e della plastica, ma spezialmente per gli originali, che si propongono da imitare, e che la Natura presenta sempre e a tutti in ogni parte.
All'incontro l'Architettura prima di ridursi ad Architettura, secondo la nostra definizione, che per maggior chiarezza replichiamo, cioè ad arte e a scienza di fabbricare, ha dovuto stentare molto per difetto del modello naturale, che non ha. E per lo steso motivo ella è più esposta a decadenze e a rivoluzioni.
Ella ha bisogno d'un ragionamento continuato.
V'è cosa più astrusa? E perché la colonna ha da essere in que' rapporti?
Non ne veggo subito la ragione, e do in pertiche, o in torsi. Onde se il fabbricare è della più remota antichità, e d'una universalità la più estesa, il fabbricare con intelligenza, che è ciò che costituisce l'Architettura, è ristretto in angusti limiti di tempo e di luogo. Troppo angusti, e dovrebbero essere illimitati.
L'Architettura, come ogni altra bell' arte, è soggetta alle seguenti regole generali:
I. In tutte le sue produzioni deve regnar sempre un piacevole rapporto tra le parti e il tutto; il che è compreso sotto il nome di simmetria.
2. Deve regnarvi varietà, che tolga allo spettatore la noja; e unità che gli impedisca il disordine, e la confusione ; e questo è compreso dalla euritmia.
3. E' necessaria la convenienza, ossia il decoro, che faccia un giusto uso della simmetria, e della euritmia, e di quella relazione, che deve passare tra un edifizio e il suo destino, tra gli ornamenti
e la qualità della fabbrica, adattandole i più proprj, e i più confacenti alla sua magnificenza, mediocrità, o semplicità.
4. Se l'Architettura è figlia della necessità, tutto il suo bello deve comparir necessario, e fatto per il bisogno. In niuna arte di piacere deve mai scoprirsi l'artifizio; onde tutto quello, che si fa per mero ornamento è vizioso.
5. I principali ornamenti dell'Architettura sono i suoi ordini, i quali piuttosto che ornamenti sono realmente l'ossatura della fabbrica, e parti essenziali di essa. Si possono perciò gli ordini definire
ornati necessari prodotti dalla natura stessa dell'edifizio. E tutti gli altri ornamenti dell'Architettura soggiacciono alla stessa legge.
6. Dunque in Architettura l'ornato deve risultare dal necessario: niente ha da vedersi mai in una fàbbrica, che non abbia il suo proprio uffizio, e che non sia integrante della fabbrica stessa; onde
quanto è in rappresentazione, deve essere sempre in funzione.
7. Dunque non bisogna mai far cosa, di cuì non si possano rendere buone ragioni.
8. Le ragioni debbono dedursi dalla origine, e dall'analisi di quella primitiva Architettura naturale, dalla capanna, la quale ha prodotta la bella arte d'imitazione, l'Architettura civile.
Quella è la norma direttrice degli Artisti nelle loro opere, e degl'intendenti nell'esame di esse. Tutto ha da esser fondato sul vero, o sul versimile. Quello, che non può sussistere veramente, e in realtà, non può approvarsi, ancorchè fatto per apparenza.
9. Gli esempj e le autorità, di qualunque strepitoso genere sieno, non imporranno mai a chi vuole essere ragionevole.
Questi principj sono tutti positivi, costanti, generali, perché appartengono alla natura stessa della cosa, e al buon senso, e costituiscono presi insieme la vera ed essenzial bellezza dell'Architettura.
Ma se si perdon di mira, addio Architettura: ella non è più scienza, non è più arte; divien moda, capriccio, delirio.
Tratto da:
Memorie degli Architetti antichi e moderni, Francesco Milizia, Parma, dalla Stamperia Reale 1781
Or se l'Architettura è un'arte d'imitazione, la sua bellezza consisterà, come quella di tutte le altre belle Arti, nell'imitare la bella Natura, cioè nell'imitare per nostro utile e diletto una scelta di parti naturali perfette, componenti un tutto perfetto, il quale naturalmente non si dà. La Natura non forma mai un tutto perfetto, almeno secondo la nostra maniera di pensare; ma ha sparse in qua e in là produzioni perfette, che l'uomo di gusto e di genio dopo molte osservazioni sceglie e combina più convenientemente al suo soggetto, e ne forma un tutto compito, che è quel, che si chiama la Bella natura.
Se il fabbricare è uno de' più universali, e de' più antichi mestieri, e forse anteriore per la sua necessità a quello di dipingere e di scolpire, non siepe perciò, che l'Architettura possa vantare una consimile data. La Pittura, e la Scultura sembrano di più facile miglioramento, non solo pel più facil maneggio de' colori, e della plastica, ma spezialmente per gli originali, che si propongono da imitare, e che la Natura presenta sempre e a tutti in ogni parte.
All'incontro l'Architettura prima di ridursi ad Architettura, secondo la nostra definizione, che per maggior chiarezza replichiamo, cioè ad arte e a scienza di fabbricare, ha dovuto stentare molto per difetto del modello naturale, che non ha. E per lo steso motivo ella è più esposta a decadenze e a rivoluzioni.
Ella ha bisogno d'un ragionamento continuato.
V'è cosa più astrusa? E perché la colonna ha da essere in que' rapporti?
Non ne veggo subito la ragione, e do in pertiche, o in torsi. Onde se il fabbricare è della più remota antichità, e d'una universalità la più estesa, il fabbricare con intelligenza, che è ciò che costituisce l'Architettura, è ristretto in angusti limiti di tempo e di luogo. Troppo angusti, e dovrebbero essere illimitati.
L'Architettura, come ogni altra bell' arte, è soggetta alle seguenti regole generali:
I. In tutte le sue produzioni deve regnar sempre un piacevole rapporto tra le parti e il tutto; il che è compreso sotto il nome di simmetria.
2. Deve regnarvi varietà, che tolga allo spettatore la noja; e unità che gli impedisca il disordine, e la confusione ; e questo è compreso dalla euritmia.
3. E' necessaria la convenienza, ossia il decoro, che faccia un giusto uso della simmetria, e della euritmia, e di quella relazione, che deve passare tra un edifizio e il suo destino, tra gli ornamenti
e la qualità della fabbrica, adattandole i più proprj, e i più confacenti alla sua magnificenza, mediocrità, o semplicità.
4. Se l'Architettura è figlia della necessità, tutto il suo bello deve comparir necessario, e fatto per il bisogno. In niuna arte di piacere deve mai scoprirsi l'artifizio; onde tutto quello, che si fa per mero ornamento è vizioso.
5. I principali ornamenti dell'Architettura sono i suoi ordini, i quali piuttosto che ornamenti sono realmente l'ossatura della fabbrica, e parti essenziali di essa. Si possono perciò gli ordini definire
ornati necessari prodotti dalla natura stessa dell'edifizio. E tutti gli altri ornamenti dell'Architettura soggiacciono alla stessa legge.
6. Dunque in Architettura l'ornato deve risultare dal necessario: niente ha da vedersi mai in una fàbbrica, che non abbia il suo proprio uffizio, e che non sia integrante della fabbrica stessa; onde
quanto è in rappresentazione, deve essere sempre in funzione.
7. Dunque non bisogna mai far cosa, di cuì non si possano rendere buone ragioni.
8. Le ragioni debbono dedursi dalla origine, e dall'analisi di quella primitiva Architettura naturale, dalla capanna, la quale ha prodotta la bella arte d'imitazione, l'Architettura civile.
Quella è la norma direttrice degli Artisti nelle loro opere, e degl'intendenti nell'esame di esse. Tutto ha da esser fondato sul vero, o sul versimile. Quello, che non può sussistere veramente, e in realtà, non può approvarsi, ancorchè fatto per apparenza.
9. Gli esempj e le autorità, di qualunque strepitoso genere sieno, non imporranno mai a chi vuole essere ragionevole.
Questi principj sono tutti positivi, costanti, generali, perché appartengono alla natura stessa della cosa, e al buon senso, e costituiscono presi insieme la vera ed essenzial bellezza dell'Architettura.
Ma se si perdon di mira, addio Architettura: ella non è più scienza, non è più arte; divien moda, capriccio, delirio.
Tratto da:
Memorie degli Architetti antichi e moderni, Francesco Milizia, Parma, dalla Stamperia Reale 1781
giovedì 12 giugno 2008
Ricerce su google
Volevo solo rendervi partecipi del fatto che in questa settimana le persone che sono capitate qui cercavano:
- Suv piccolo pene
- Furgoni vetri coperti
- Tragico incidente
- Comunicazioni unilaterali
Io lo so che sono persone diverse (quelli che han fatto queste ricerche), che non si conoscono e che i fatti non sono correlati...
però sembrerebbe.
- Suv piccolo pene
- Furgoni vetri coperti
- Tragico incidente
- Comunicazioni unilaterali
Io lo so che sono persone diverse (quelli che han fatto queste ricerche), che non si conoscono e che i fatti non sono correlati...
però sembrerebbe.
mercoledì 11 giugno 2008
Tema: Ho per amico un giocattolo
18 Febbraio 1987
Svolgimento
Io ho tantissimi giocattoli, li uso quando sono libera. Direi che non sono in brutto stato, di solito gioco da sola.
Tra tutti preferisco un topolino di peluche che si chiama "Squic-squic".
Ha gli occhietti neri e tristi, è piccolo e grigio, ha le orecchie tonde, tonde dentro sono rosa e morbide ha un codino piccolo di stoffa. Però non ha nessun accessorio e gioco lo stesso volentieri con lui perchè è morbido e piccolo.
Lo tratto sempre bene, solo che qualche volta lo butto dal letto, a me, la regalto mia zia di nome Carla, per il mio compleanno di quattro anni. Di solito gioco con lui in camera sul letto mio "Squic-squic" non è proprio nuovo, bisogna solo darli una lavatina.
A me piacerebbe avere un altro topolino ma nero con gli occhi azzurri. Quando non lo userò più lo terrei per ricordo e non lo darei a nessuno oppure lo darei a mia cugina e questo lo farei tardi.
Svolgimento
Io ho tantissimi giocattoli, li uso quando sono libera. Direi che non sono in brutto stato, di solito gioco da sola.
Tra tutti preferisco un topolino di peluche che si chiama "Squic-squic"
Ha gli occhietti neri e tristi, è piccolo e grigio, ha le orecchie tonde, tonde dentro sono rosa e morbide ha un codino piccolo di stoffa. Però non ha nessun accessorio e gioco lo stesso volentieri con lui perchè è morbido e piccolo.
Lo tratto sempre bene, solo che qualche volta lo butto dal letto, a me, la regalto mia zia di nome Carla, per il mio compleanno di quattro anni. Di solito gioco con lui in camera sul letto mio
A me piacerebbe avere un altro topolino ma nero con gli occhi azzurri. Quando non lo userò più lo terrei per ricordo e non lo darei a nessuno oppure lo darei a mia cugina e questo lo farei tardi.
Premessa
Oggi ho ritrovato alcuni miei quaderni di quando frequentavo la terza elementare.
Dopo aver letto alcuni temi sono arrivata alla conclusione che continuo a scrivere come quando avevo otto anni.
Ve ne propongo alcuni, li trascrivo così come sono, non correggo niente, tenete presente che avevo otto anni!
Magari un giorno riuscirò anche ad allegare i disegni.
Dopo aver letto alcuni temi sono arrivata alla conclusione che continuo a scrivere come quando avevo otto anni.
Ve ne propongo alcuni, li trascrivo così come sono, non correggo niente, tenete presente che avevo otto anni!
Magari un giorno riuscirò anche ad allegare i disegni.
venerdì 6 giugno 2008
martedì 20 maggio 2008
Questione di altitudine
Ci sono cose, cose quotidiane, apparentemente senza significato, che a volte fanno soffrire. In silenzio. Ci sono persone così maleducate, ma così maleducate, che se anche non le conosci le odierai per sempre, anche se non le vedrai mai più continuerai ad odiarle, nella loro essenza.Io non lo so se anche le persone alte abbiano questo problema, ma io che alta non sono, questo problema ce l'ho. Ci sono quelle volte che sono così piccola che nessuno mi vede, nel mio essere piccola a volte, evidentemente, mi confondo con l'ambiente, con una macchiolina del pavimento, con un portaombrelli... Forse perchè le persone alte si affaticano a guardare in basso, o forse perchè le persone alte si distraggono troppo, avendo una vista più ampia di ciò che le circonda, si perdono nell'orizzonte. Questo non è un problema di per sè, in quanto, essere un camaleonte, in certe occasioni, non mi dispiace affatto, ci sto bene nella mia anonimìa, ma non sempre, ci sono occasioni in cui, essere notati sarebbe bello, quantomeno utile, in certi casi. Quando ad esempio la mattina entro in un bar per fare colazione, e le persone alte sono accalcate al bancone, sul quale loro possono tranquillamente appoggiare i gomiti, e li appoggiano, e si sistemano, formando una insormontabile barriera, proprio lì, proprio davanti all'angolo delle brioches, mentre io, sempre più piccola, sempre più parte dell'arredamento, finisco il mio marocchino, senza brioche.
Alla cassa:- Non l'hai presa la brioche?
- No, non mi andava
Due giorni dopo, di sera, prima di dormire:
- Senti, domani vengo a fare colazione con te...
- Si, certo
- Senti... domani, al bar, mi aiuti a prendere la brioche?
Immagine gentilmente offerta da Max
venerdì 9 maggio 2008
La nuova squadra...
Me li vedo lì a decidere, un po' come quando si organizzano le vacanze con gli amici...
"beh allora voi ragazze vi occupate della casa, dei bambini e... se c'è qualcuno che ha bisogno di qualcosa fateci sapere"
"noi facciamo la spesa, organizziamo, prenotiamo, facciamo un giro di perlustrazione, vediamo che gente c'è in giro, tranquille che facciamo tutto noi. Non vi serviranno mica dei soldi no?"
mah, certo che è meglio che si occupino le donne di certe cose, però... proprio così... mah
"beh allora voi ragazze vi occupate della casa, dei bambini e... se c'è qualcuno che ha bisogno di qualcosa fateci sapere"
"noi facciamo la spesa, organizziamo, prenotiamo, facciamo un giro di perlustrazione, vediamo che gente c'è in giro, tranquille che facciamo tutto noi. Non vi serviranno mica dei soldi no?"
mah, certo che è meglio che si occupino le donne di certe cose, però... proprio così... mah
giovedì 8 maggio 2008
videogiochi
venerdì 2 maggio 2008
chat
- xxxxx scrive: che avete fatto per il 1 maggio?
- xxx scrive: nulla
- xxx scrive: niente
- xxx scrive: nisba
- xxx scrive: nada
- xxx scrive: rien
- xxxxx scrive: figo, e in quanti bisogna essere?
- xxx scrive: due italiani, un tarro, uno spagnolo e un francese
- xxx scrive: nulla
- xxx scrive: niente
- xxx scrive: nisba
- xxx scrive: nada
- xxx scrive: rien
- xxxxx scrive: figo, e in quanti bisogna essere?
- xxx scrive: due italiani, un tarro, uno spagnolo e un francese
Espressioni straniere
# Rinculo: è un espressione tipica, che indica un maggiore distacco, fisico, e mentale.
Anonimo
# POPoPOOOOOPopOPOPOPOOP: espressione tipica che indica disaprovvazione.
(lo si pronuncia sbuffeggiando)
(lo si pronuncia sbuffeggiando)
Anonimo
martedì 22 aprile 2008
Il venditore
Come fosse una cantilena
"Buon giorno, sono Tizio, molto molto piacere, voglio proporle un affare imperdibile questo fantastico cellulare, che in negozio pagherebbe 350 euro io glielo do per soli 15 euro con 5 euro di ricarica, mi dica, lei quanto lo ricarica il cellulare al mese, 20, 30, 40 euro?" (e finalmente prende fiato)
"mah, guardi, veramente, se lo ricarico di 10 euro ogni due mesi è già tanto..."
"ah, ma non è possibile, mah! Allora mi spiace ma questo non glielo posso proprio lasciare"
"mah guardi, pazienza!"
e se ne va incredulo e deluso...
"Buon giorno, sono Tizio, molto molto piacere, voglio proporle un affare imperdibile questo fantastico cellulare, che in negozio pagherebbe 350 euro io glielo do per soli 15 euro con 5 euro di ricarica, mi dica, lei quanto lo ricarica il cellulare al mese, 20, 30, 40 euro?" (e finalmente prende fiato)
"mah, guardi, veramente, se lo ricarico di 10 euro ogni due mesi è già tanto..."
"ah, ma non è possibile, mah! Allora mi spiace ma questo non glielo posso proprio lasciare"
"mah guardi, pazienza!"
e se ne va incredulo e deluso...
La regola del SUV


Si dice che chi compra un SUV lo faccia per compensare le ridotte dimensioni del proprio pene... (le donne non comprano SUV?... boh... comunque confermerebbe... chi più d'una donna...vabbè)
Diceria o meno in un nulla la formula SUV = PICCOLO PENE ha attecchito nella mia mente come una realtà assodata. (non che non ci dorma la notte eh)
Lunedì mattina, al lavoro, arriva l'ispettore della qualità per le certificazioni UNI EN ISO ecc... con il suo enoooorme SUV... (tra l'altro sono inversamente proporzionali? Tanto più è grande il SUV tanto meno lo è il pene? mah...)
Sta di fatto che, mentre lui mi chiedeva i documenti vari, e mille mila cose, con l'ufficio in agitazione, tutti a rincorrersi con faldoni e fogli... io lo guardavo e (tra me e me ovviamente) mi dicevo
" hehehe c'hai il SUV, hehehehehehe..."
Mah, niente così, tanto per dire qualcosa...
giovedì 10 aprile 2008
Voto o Non voto
La questione del Non Voto non è chiara, qui un'opinione, che in certi punti non condivido, ma in altri devo dire che rispecchia la realtà, e qualche dubbio, che mi ero posta in principio, si ripresenta.
Riporto così com'è:
4. A che serve far verbalizzare il rifiuto delle schede.
Immaginate uno che entra in un panificio e dichiara ad alta voce: “io non voglio il pane!”. Il commento generale sarebbe: “ e allora che ci sei venuto a fare?”. Ecco, più o meno l’effetto del rifiuto della scheda è questo. Si chiama “astensione”, e uno può astenersi andando al mare, rimanendo a casa sua, sul marciapiede davanti, o anche, perchè no, dentro la sua sezione elettorale. Un vezzo che non si nega a nessuno, ma che non ha altro effetto se non quello di far rimanere come prima la sostanza delle cose: quelli che decideranno di farlo non prenderanno parte alla tornata elettorale. Decideranno gli altri chi vincerà e chi governerà. [...]
Premettendo che se vado dal panettiere e il pane è vecchio e ammuffito e non di mio gradimento, beh io al panettiere lo direi "Guardi sono venuta qui per comprare il pane, ma fa così schifo che non lo compro", anche un po' ad alta voce magari, per far capire anche agli altri che quel pane fa schifo... anche se ne avrei bisogno...
[...]la pretesa di far verbalizzare un vostro comportamento non elettorale, e di far eliminare due schede (quella della camera e quella del senato) “buone”, potrebbe farvi incorrere, in casi estremi,nel reato di intralcio al regolare svolgimento delle operazioni elettorali, con immediato arresto e processo per direttissima.
Beh le minacce non ci fanno paura... non è con queste che abbandoniamo l'idea... e poi... l'indulto... se vale per tutti...
Dunque, secondo me, (e quindi non conta nulla se non per me) il fatto di "verbalizzare un non voto" o "astenersi con scheda nulla" o "andare al mare", non sono proprio la stessa cosa.
Nel senso che, se io vado al mare, significa che non mi interessa andare a votare, che se da un certo punto di vista, potrebbe anche rispecchiare la realtà, sarebbe comunque visto come un'astensione superficiale. Come fanno a sapere che vado al mare perchè mi fanno schifo tutti, così, come forma di ribellione, e non solo perchè è l'unico giorno in cui non troverei traffico?
1) Allora ci vado, a votare, ci vado ma, la scheda bianca, dai, ti danno pure la matitina, almeno qualcosa lo scrivi, che se no pensano che non c'hai capito proprio niente e deleghi la parola a chi ne sa... poi tutto 'sto calderone delle schede bianche che se le trovano nel bidone in strada possono mettere la croce dove gli pare... (no, questo non è vero...)
E questo lo posso dire che non è vero, perchè io ho fatto la scrutatrice al mio paesiello, tra l'altro selezionata con accurata estrazione tra una rosa di persone che hanno dato la disponibilità, e anche questo mi pare sensato, considerando che metà della popolazione vive all'ospizio... Comunque, le schede bianche venivano regolarmente registrate come schede bianche, quelle nulle come schede nulle, con apposito registro, numerini, e somme... e le abbiamo contate tutte, tutte, tutte, ogni categoria chiusa sigillata timbrata inceralaccata nell'apposito contenitore sotto la supervisione di vigili, esponenti delle varie coalizioni, vicesindaco, presidente del seggio e segretari. Appena l'ultimo scatolone è stato sigillato il vigile lo carica in macchina e lo porta, nel nostro caso, a Torino, ma a quel punto, metti che per qualunque strana combinazione di cause, anche solo uno scatolone si perdesse, diciamo che, sono comunque voti che sono già stati conteggiati, ci sono cifre nei registri, verbali firmati e controfirmati, le schede nella loro fisicità a quel punto, servirebbero solo a fare la prova del nove, a verificare le cifre... ma sfido chiunque a farlo...
2) Allora ci vado e scrivo qualcosa... così? Vado così, e mi diverto da sola? Con me stessa a pensare a cosa ho scritto? Che tanto agli scrutatori non gli frega niente di quello che c'è scritto e chi dovrebbe ricevere il messaggio non lo saprà mai quello che gli volevo dire.
E' alla luce di questa analisi delle possibilità che l'opzione "verbalizzo il non voto" mi sembrava una buona soluzione alla questione, cioè: "vengo al seggio, non voto, e ti spiego perchè non ho votato, e tu mi devi ascoltare, ne devi prendere atto" ma... A questo punto, non saprei... Cioè alcuni dicono che è ridicolo, che non si deve fare, altri dicono che se non lo fai se pxxxu, e siccome a me di solito stanno un po' sulle balle sia quelli che ti dicono cosa fare, sia quelli che ti dicono cosa non fare, in egual misura, e in modo sempre crescente in funzione del tempo...
3) Magari vado a Gardaland! Quanta gente ci sarà a Gardaland il 13? Potrei fare il giro delle montagne russe all'infinito, sali scendi, sali scendi, in teoria non ci dovrebbe essere nessuno, soprattutto trovandosi, Gardaland, in una grande regione del nord, saranno tutti in coda ai seggi elettorali, mica alle montagne russe! Però per far sapere a tutti che sono andata a Gardaland proprio quel giorno lì, per disperazione, per ribellione nei confronti di questa classe politica... come faccio? Mi preparo un manifestino di protesta da sventolare sulle montagne russe, così mi vedono anche da lontano?
Facciamo così: facciamo che tutti quelli che il 13 sono a Gardaland e/o Mirabilandia (dipende dalle zone d'origine) sono lì non per divertimento ma per pura protesta politica!!
Se non c'è nessuno sarò felice perchè avrò a disposizione l'intero parco, se c'è tanta gente, sarò felice lo stesso...
Non lo chiuderanno vero?
Riporto così com'è:
4. A che serve far verbalizzare il rifiuto delle schede.
Immaginate uno che entra in un panificio e dichiara ad alta voce: “io non voglio il pane!”. Il commento generale sarebbe: “ e allora che ci sei venuto a fare?”. Ecco, più o meno l’effetto del rifiuto della scheda è questo. Si chiama “astensione”, e uno può astenersi andando al mare, rimanendo a casa sua, sul marciapiede davanti, o anche, perchè no, dentro la sua sezione elettorale. Un vezzo che non si nega a nessuno, ma che non ha altro effetto se non quello di far rimanere come prima la sostanza delle cose: quelli che decideranno di farlo non prenderanno parte alla tornata elettorale. Decideranno gli altri chi vincerà e chi governerà. [...]
Premettendo che se vado dal panettiere e il pane è vecchio e ammuffito e non di mio gradimento, beh io al panettiere lo direi "Guardi sono venuta qui per comprare il pane, ma fa così schifo che non lo compro", anche un po' ad alta voce magari, per far capire anche agli altri che quel pane fa schifo... anche se ne avrei bisogno...
[...]la pretesa di far verbalizzare un vostro comportamento non elettorale, e di far eliminare due schede (quella della camera e quella del senato) “buone”, potrebbe farvi incorrere, in casi estremi,nel reato di intralcio al regolare svolgimento delle operazioni elettorali, con immediato arresto e processo per direttissima.
Beh le minacce non ci fanno paura... non è con queste che abbandoniamo l'idea... e poi... l'indulto... se vale per tutti...
Dunque, secondo me, (e quindi non conta nulla se non per me) il fatto di "verbalizzare un non voto" o "astenersi con scheda nulla" o "andare al mare", non sono proprio la stessa cosa.
Nel senso che, se io vado al mare, significa che non mi interessa andare a votare, che se da un certo punto di vista, potrebbe anche rispecchiare la realtà, sarebbe comunque visto come un'astensione superficiale. Come fanno a sapere che vado al mare perchè mi fanno schifo tutti, così, come forma di ribellione, e non solo perchè è l'unico giorno in cui non troverei traffico?
1) Allora ci vado, a votare, ci vado ma, la scheda bianca, dai, ti danno pure la matitina, almeno qualcosa lo scrivi, che se no pensano che non c'hai capito proprio niente e deleghi la parola a chi ne sa... poi tutto 'sto calderone delle schede bianche che se le trovano nel bidone in strada possono mettere la croce dove gli pare... (no, questo non è vero...)
E questo lo posso dire che non è vero, perchè io ho fatto la scrutatrice al mio paesiello, tra l'altro selezionata con accurata estrazione tra una rosa di persone che hanno dato la disponibilità, e anche questo mi pare sensato, considerando che metà della popolazione vive all'ospizio... Comunque, le schede bianche venivano regolarmente registrate come schede bianche, quelle nulle come schede nulle, con apposito registro, numerini, e somme... e le abbiamo contate tutte, tutte, tutte, ogni categoria chiusa sigillata timbrata inceralaccata nell'apposito contenitore sotto la supervisione di vigili, esponenti delle varie coalizioni, vicesindaco, presidente del seggio e segretari. Appena l'ultimo scatolone è stato sigillato il vigile lo carica in macchina e lo porta, nel nostro caso, a Torino, ma a quel punto, metti che per qualunque strana combinazione di cause, anche solo uno scatolone si perdesse, diciamo che, sono comunque voti che sono già stati conteggiati, ci sono cifre nei registri, verbali firmati e controfirmati, le schede nella loro fisicità a quel punto, servirebbero solo a fare la prova del nove, a verificare le cifre... ma sfido chiunque a farlo...
2) Allora ci vado e scrivo qualcosa... così? Vado così, e mi diverto da sola? Con me stessa a pensare a cosa ho scritto? Che tanto agli scrutatori non gli frega niente di quello che c'è scritto e chi dovrebbe ricevere il messaggio non lo saprà mai quello che gli volevo dire.
E' alla luce di questa analisi delle possibilità che l'opzione "verbalizzo il non voto" mi sembrava una buona soluzione alla questione, cioè: "vengo al seggio, non voto, e ti spiego perchè non ho votato, e tu mi devi ascoltare, ne devi prendere atto" ma... A questo punto, non saprei... Cioè alcuni dicono che è ridicolo, che non si deve fare, altri dicono che se non lo fai se pxxxu, e siccome a me di solito stanno un po' sulle balle sia quelli che ti dicono cosa fare, sia quelli che ti dicono cosa non fare, in egual misura, e in modo sempre crescente in funzione del tempo...
3) Magari vado a Gardaland! Quanta gente ci sarà a Gardaland il 13? Potrei fare il giro delle montagne russe all'infinito, sali scendi, sali scendi, in teoria non ci dovrebbe essere nessuno, soprattutto trovandosi, Gardaland, in una grande regione del nord, saranno tutti in coda ai seggi elettorali, mica alle montagne russe! Però per far sapere a tutti che sono andata a Gardaland proprio quel giorno lì, per disperazione, per ribellione nei confronti di questa classe politica... come faccio? Mi preparo un manifestino di protesta da sventolare sulle montagne russe, così mi vedono anche da lontano?
Facciamo così: facciamo che tutti quelli che il 13 sono a Gardaland e/o Mirabilandia (dipende dalle zone d'origine) sono lì non per divertimento ma per pura protesta politica!!
Se non c'è nessuno sarò felice perchè avrò a disposizione l'intero parco, se c'è tanta gente, sarò felice lo stesso...
Non lo chiuderanno vero?
martedì 1 aprile 2008
venerdì 28 marzo 2008
Son problemi
Mah, pare che un altro si sia aggiunto alla squadra, in questo momento si sta allenando, con un veterano, perchè anche lui vuole entrare nel Clan delle grandi battaglie... Io non credo che la sua fidanzata sia tanto contenta...
Lo sapete che c'è il Clan? Con annesso forum? La prendono sul serio eh, ormai tutto si svolge in funzione del Clan:
-Cosa c'è in tv 'sta sera?
-Niente niente, mi chiama il clan, devo andare, hanno bisogno di me!
-E' pronta le cena
-Eh... ora non posso, sono con il clan, non posso mollarli




